Global Warming: Il problema dell’espansione dei ghiacci antartici

Neanche i più convinti assertori del Global Warming possono negarlo: i ghiacci marini antartici stanno seguendo un trend di crescita impressionante. Si presenta una nuova teoria per spiegare l’evento in atto.



immagine articolo 20031 www.newscientist.com : L’anomalia della circolazione atmosferica antartica, che prevede maggiore freddo sul Mare di Ross, e maggiore caldo attorno al Continente, in particolare sul Sud America e sulla Penisola Antartica Occidentale.


Marco Rossi: 24-04-2009 ore 07:37

Possiamo seguirlo anche da soli, l’andamento di sviluppo dei ghiacci marini antartici, che sono in decisa crescita, contrastando così quella che è la teoria generalmente accettata riguardante il Global Warming.

Attualmente, l’estensione dei ghiacci antartici è superiore alla norma trentennale (1979-2009), di circa 1,2 milioni di kmq, ma quello che conta è anche il trend di crescita trentennale in costante aumento, al contrario di quanto stanno facendo i ghiacci artici.

A questo punto è d’uopo domandarsi il perché di questo andamento che si sta verificando in un momento nel quale le temperature di tutto il Mondo sono aumentate di alcuni decimi di grado nello stesso periodo (1979-2009).

Sulla rivista New Scientist è apparso uno studio di John Turner, del British Antartic Survey.

Secondo tale studio, i ghiacci marini antartici proseguiranno ad avanzare ancora per circa un decennio, prima di iniziare anch’essi a ritirarsi, tanto da attendersi una loro riduzione di circa un terzo entro la fine di questo Secolo.

La causa sarebbe il famoso “buco dell’Ozono”, causato dalle emissioni di CFC, che avrebbe interferito sulla circolazione atmosferica polare meridionale.

In pratica, tale “buco” avrebbe portato ad un approfondimento di una circolazione depressionaria fredda sul Continente Antartico, con la caduta dei venti oceanici proprio in corrispondenza del Mare di Ross, dove massima è l’espansione dei ghiacci marini, e dove le temperature sono state in calo nell’ultimo trentennio.

Invece, tra il 40° ed il 60° parallelo sud, i venti oceanici avrebbero intensificato la loro velocità, causando così un forte riscaldamento sulla Penisola Antartica e sul Sud America, che, effettivamente, hanno registrato un impressionante trend termico in aumento.

Tuttavia, considerato che tale “buco” dovrebbe richiudersi entro 50 o 100 anni, anche la decrescita dei ghiacci antartici dovrebbe essere prevalente entro circa una decina di anni, fino a perdere un terzo circa della superficie totale entro la fine di questo Secolo.

Se questo è lo stato delle cose, dal punto di vista della circolazione, la spiegazione del “Buco dell’Ozono” quale causa principale presenta, dal nostro punto di vista, alcune contraddizioni.

Tale “buco”, infatti, aumenterebbe la percentuale totale di radiazione solare in arrivo sull’Antartide, in quando la parte ultravioletta non verrebbe più filtrata dall’ozono, e giungerebbe ad incrementare il bilancio radiativo positivo.

Tutto ciò varrebbe soprattutto nei mesi estivi (ed infatti il mese di Gennaio è l’unico a non presentare significativi trend di crescita dei ghiacci), mentre nei mesi invernali, quando il Sole non c’è, il surplus di radiazione ultravioletta dovrebbe essere ininfluente sulla circolazione atmosferica polare.

Presentiamo comunque questa teoria come un tentativo di spiegazione di questa apparente anomalia nell’andamento del Global Warming.