Ormai è storia! Il sole, mai così minimo da un secolo

L’attuale minimo solare è prossimo ai tre anni di durata, in cui vi sono stati quasi 500 giorni senza macchie. Ma la cosa più importante è che è stato battuto il record di giorni senza macchie del 1933 e sta per esserlo anche quello del 1954.



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Aldo Meschiari: 29-11-2008 ore 08:18

Stiamo per giungere al traguardo dei tre anni di durata di questo minino solare, collocato tra il ciclo 23 ed il ciclo 24. E per ora davvero si fa fatica a vedere segnali espliciti di una vera partenza del nuovo ciclo. A dir la verità, invece, ogni tanto qualcuno prova ad annunciare la ripresa dell’attività solare, ma sempre senza successo. Tanto che questo “gridare al lupo” sta producendo il classico effetto controproducente di una forte diffidenza ad ogni nuovo strillo mediatico. Appare con chiarezza che a tutt’oggi le informazioni che abbiamo sulla nostra stella sono troppo esigue per poter effettuare previsioni sicure sulla sua attività.

I dati invece ci mostrano una durata del minimo davvero eccezionale.
Sono circa 500 i giorni spotless, cioè senza macchie solari: per la precisione mentre scrivo sono 483. Ricordo che le macchie che si formano sulla superficie della nostra stella sono parti più fredde rispetto alle circostanti, ed indicano una forte attività geo-magnetica. Quando il sole è più attivo magneticamente, il numero di macchie aumenta e per molti studiosi questo comporta conseguenze anche per il clima terrestre, che va incontro ad una fase più calda. Se invece l’attività geomagnetica solare è bassa, e quindi il numero di macchie è pari a zero o molto esiguo, allora il clima del nostro pianeta subisce un raffreddamento.

Ma il dato più importante è che il 2008 ha superato il 1933 riguardo al numero di giorni spotless, e sta per superare anche il 1954. Infatti con 238 giorni privi di macchie, il 2008 risulta vicino al 1954 che di giorni spotless ne aveva contati circa 240, mentre ha già sopravanzato il 1933, coi suoi 237 spotless days. Ciò significa che quando fra pochi giorni supereremo anche il 1954, il 2008 si posizionerà come terzo anno per maggiore numero di spotless days dal 1912. Inoltre appare evidente che anche il 1912 è alla portata di un possibile sorpasso: con circa 255 spotless days non è poi così lontano.
Insomma, era un secolo che il sole non tirava così fortemente il freno!

Anche il flusso solare appare davvero molto basso in questi mesi, spesso sotto il valore di 70.
Per capire l’importanza di tale dato bisogna capire cosa indica il flusso solare.
In parole semplici la nostra stella produce un campo magnetico davvero immenso, che arriva ad investire nelle sue varie forme tutto il sistema solare e che coincide con la cosiddetta eliosfera. Tale energia elettromagnetica è rappresentata dal vento solare, dai flares, dalle famose macchie solari, dall’energia radiativa. La misurazione di tale forza energetica è appunto il flusso solare, che rappresenterebbe il tasso di scorrimento di energia solare che passa ogni secondo in un cm quadrato della superficie di un oggetto.

A questo punto viene sempre più da chiedersi quali saranno gli effetti di tale minimo.
Sicuramente vengono in mente altre epoche caratterizzate da lunghi periodi senza macchie solari o con numeri esigui di macchie: il ciclo di Dalton o addirittura quello di Maunder.
Tali cicli che coincisero con l’inizio del 1800 e del 1700 sono diventati famosi come momenti topici della PEG, la Piccola Era Glaciale. Ma per fugare subito ogni possibile conclusione affrettata, diciamo che in tali periodi non era solo la lunghezza dei minimi ad essere stata eccezionale, ma la bassa intensità dei massimi. Ciò è possibile notarlo osservando il secondo grafico: una serie di cicli undecennali con numero di macchie complessivo davvero esiguo, nel caso di Maunder praticamente assente. Una tale bassissima attività solare, che avrebbe di certo forti ripercussioni climatiche, è impossibile da prevedere con certezza scientifica per il prossimo futuro.

Per ora le ipotesi scientifiche sono tantissime: dopo che l’attività della nostra stella è stata per troppo tempo considerata una semplice costante, ora la scienza si sbizzarrisce per cercare di prevedere i possibili effetti che tale bassissima attività del sole potrebbero avere sul clima terrestre.
Molte di queste ipotesi sono già state esaminate sul nostro giornale.
Di certo questa situazione si presenta come un’ottima opportunità per studiare direttamente quali saranno le conseguenze climatiche di un sole così debole.